La Russia celebra a Roma la Festa Nazionale e l’ambasciatore Paramonov apre al dialogo

Nella serata del 10 giugno 2026, i cancelli di Villa Abamelek, lo splendido edificio settecentesco che ospita la residenza dell’ambasciatore russo sul colle Gianicolo, si sono aperti per celebrare la Festa Nazionale della Federazione Russa, la Giornata della Russia (che cade il 12 giugno). L’evento ha visto la partecipazione di numerosi invitati, tra cui diplomatici, soprattutto dei BRICS, esponenti della cultura e membri della comunità russa a Roma. L’atmosfera festosa dell’evento è stata intercalata dal tono deciso del discorso dell’ambasciatore Alexey Paramonov, che ha colto l’occasione per ribadire la posizione del Cremlino sulla guerra in Ucraina e sulle sanzioni occidentali. Nel suo intervento, Paramonov ha lanciato una frecciata polemica che sembrava rivolgersi alle più alte cariche istituzionali italiane. L’ambasciatore ha fatto riferimento ad accuse che ha definito “palesi falsità”, sostenendo che la Russia venga ingiustamente incolpata di tutti i conflitti globali, dall’Est Europa al Medio Oriente. “La Russia sarebbe responsabile di tutti gli attuali problemi dell’ordine mondiale”, ha dichiarato Paramonov. “Posso affermare con assoluta certezza che queste accuse sono completamente infondate: i fatti dimostrano esattamente il contrario”. Il diplomatico ha poi difeso l’offensiva in Ucraina, definendola una “risposta alla guerra ibrida dell’Occidente” e un baluardo contro i tentativi di relegare la Russia “ai margini della storia mondiale”. Nonostante la retorica aggressiva, Paramonov ha voluto lasciare uno spiraglio per le relazioni bilaterali con l’Italia. L’ambasciatore ha ribadito che Mosca non si sente una “fortezza assediata” e rimane aperta al dialogo con i Paesi occidentali, Italia inclusa. La condizione posta dal diplomatico è però chiara: Roma deve “rinunciare al proprio atteggiamento ostile e a qualsiasi tentativo di violare i legittimi interessi del nostro Paese”. L’apertura di Paramonov, in un momento in cui le relazioni tra Roma e Mosca sono ai minimi storici a causa del conflitto ucraino, sembra essere una dichiarazione di principio e una volontà di trovare un terreno comune. La serata è proseguita tra gli affreschi di Villa Abamelek, dove la diplomazia russa ha voluto mostrare un lato culturalmente vivace e aperto con il Concerto dell’Ensemble Nikolaj Osipov, giovani solisti dell’Orchestra Accademica Nazionale degli strumenti popolari russi, in occasione della Giornata della Russia. Questo concerto è parte del Internazionale «STAGIONI RUSSE» 2026, che celebra le Giornate della Cultura Spirituale della Russia in Italia. Carlo Marino #Eurasiaticanews Photos copyright #carlomarinojournalist #Eurasiaticanews

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